Tra le pieghe dei giorni

Sei
tra le pieghe dei giorni.

Sei
negli anfratti del mio quotidiano
disincanto.

Sei
nel momento sospeso in cui mi volto
verso qualcosa – qualsiasi cosa che
scorre – e ti scorgo
immobile immagine incorporea.

Col pendolo del braccio fuori dal letto,
nella mia deposizione casalinga dei giorni di pioggia,
l’ultimo tiro è come l’ultimo giro:
ancora un altro.

E appiccico al muro il fumo per
ingiallire
altre pareti di altre stanze di altre case
che allevino la solitudine gialla
dei miei polmoni.

Sei
tra le pieghe dei giorni
e questo – solo questo – grida che ci
sei: ti trovo in quello
che non ti riguarda. Nemmeno un
po’.

L.

 

(Edward Hopper, RECLINING FEMALE NUDE)

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