Ogni notte, con le mani ancora sporche

Ogni notte, con le mani ancora sporche
del giorno tra i miei passi falsi,
raccolgo, nella cavità concava
delle mie mani, i tuoi occhi. Guardo
ciò che non vedo più; ricordo, soltanto.
Ma il verde è ancora verde – per ora,
questo so – nonostante i castani e gli azzurri,
il loro sapore, il loro odore, il loro calore.
Evanescenze.

Verdi, li poso di nuovo nel barattolo,
sul comodino, accanto al letto. Penso:
sottovuoto non c’è vita. Nemmeno il masochistico
piacere dell’aria irrespirabile; la fine
c’è già stata, malgrado l’impreparazione.
“Lo sguardo è vuoto e fisso:
non muta nulla, ma cinge la forma
del presente”. Assassina, la subconscia intelligenza.

Verdi ancora, accanto. Immobili.
Li giro tra le mani, non li guardo più e giuro:
c’è un baule che vi attende. Magari domani…

L.

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Separazione – E. Much

 

 

 

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