Profuma di rosa vanita

Profuma di rosa vanita
la candela spenta
mentre impregna l’aria ferma,
il silenzio pensoso dove
le narici soltanto si muovono
per ricordare, al buio.

Di te, so i polpastrelli delle dita
e il candore della pelle, l’impaccio
dell’esser-ci e la determinazione
del volerci essere.
Di me, il ferito e la trincea,
i souvenirs di un passato che incide
e la chance della contingenza
che li plasma – serenità.

Nella beffa del nostro riso
diretto alla vita che si beffa di noi
riconosco la coincidenza
del sentimento esistenziale
– finalmente l’affinità complice,
la certezza d’esser viva e insieme
di non riuscire prima, di non potere poi
restare.

L.

edvard-munch-la-jeune-fille-et-la-mort-1894

La ragazza e la morte, E. Munch, 1894

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