Stanca, la cavalla mi guarda –

Stanca, la cavalla mi guarda –
la pupilla lucida immobile e indagatrice. Non so,
non lo so come farò in assenza di desiderio
a venirmi incontro: l’impagliatura
delle mani – tensione asintotica alla vita che scorre
sul greto – nemmeno spaventa più,
nemmeno fa più ridere. E’, semplicemente:
secco grumo di sogni disidratato.
Il vuoto popolato riempiendosi
s’è svuotato – non c’è disillusione
che salvi desiderio.

La cavalla muove la coda, fiacca soffia via
la mosca scattante senza arrestarne il moto
perpetuo. Ancora non sa, la minore,
riconoscere il varco dal vetro,
fa della merda casa sua e però vola.
Scopre, la maggiore, il peso
della consapevolezza, che la vulnerabilità
è l’altra faccia della scorza.

Ti bacio dolce l’occhio lucido, anima mia
–  assolvi l’illusione e il desiderio, lascia spazio
anche alla bellezza abietta:
così fa l’uomo fragile che si accetta.

L.

campo-di-grano-con-volo-di-corvi-Van-Gogh-1890

Campo di grano con volo di corvi, Van Gogh, 1890

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