La memoria è una cosa seria – Auschwitz parla ancora (?)

In un momento storico in cui la storia è concepita come fatto istantaneo destinato a distruggersi nell’arco di 24 ore, vale la pena rivedere che cosa è, invece, La Storia, strumento utile e necessario allo sviluppo di una riflessione critica che, partendo dal passato, deve illuminare il presente.

Ne parlo qui: La memoria è una cosa seria – Auschwitz parla ancora (?)

L.

Granitique – tu supportes
l’élancement à la poitrine
et si tu te penches sur une fleur,
si tu la renifles,
si – qui sait – tu la cueilles
et puis
si tu la mets derrière ton oreille
pour l’avoir toujours
en tête, c’est moi
qui t’a appris les gestes.

(La poésie
que le fond des viscères possède
jaillit et renaît
si quelqu’un lui apprend
comment faire.)

C’est pas moi
qui en tirera bénéfice.

L.

 

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Les amants IV (La distance) – R. Magritte

 

Granitico – resisti/ alla fitta al petto/ e se ti sporgi verso un fiore/ se lo annusi/ se – chissà – lo raccogli/ e poi/ se lo posizioni dietro il tuo orecchio/ per averlo sempre/ in mente, sono io/ ad averti insegnato i gesti.// (La poesia/ che il fondo delle viscere possiede/ sgorga e rinasce/ se qualcuno le insegna/ come fare.)// Non sarò io/ a beneficiarne.//

L’air froid et les mains congelées.
Est-ce que tu t’en aperçois?
Tu es vivant.
Les nerfs (dé)tendus.
Le soleil qui réchauffe un peu.
La tête vide, tout à coup.
La tête vide, un instant.
Tu es vivant, heureusement.

L.

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(L’aria fredda e le mani congelate./ Te ne rendi conto?/ Sei vivo./ I nervi (dis)tesi./ Il sole che riscalda un po’./ La testa vuota, improvvisamente./ La testa vuota, un istante./ Sei vivo, per fortuna.)

Sublimazione

Sta passando il male al ginocchio.
E’ arrivato per caso. E’ durato tanto. E’
passato.
Così il tempo; così noi.
Mi ero abituata ad averti lì,
anello di fitte attorno alla rotula.

Dicono
che il cattivo tempo sveli i dolori
delle ossa. Mi siedo.
Aspetto la neve qui,
in questo grigio nordico silenzio.
Aspetto te che torni
– secondo il succedersi stagionale e meteorologico:
misurando il tempo a cicli –
per salutarti ancora e
mai lasciarti andare.

L.

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Levons nos verres!

Ricordo.
Ci saltavano intorno,
ci guardavano e applaudivano:
non eravamo i soli
e non ci sbagliavamo a dirci
la nostra unicità,
preziosa e fragile accarezzandola.

Ma i ciclici cambi di stagione
non hanno risparmiato
neppure noi e i nostri calici dello sposalizio
si sono riempiti di sputo:
– limpida essenza d’uomo
e torbido fango –
brindiamo in silenzio
in attesa di un Messia che ci somigli.

Che tutto sia vino!,

prima della nausea.

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The kiss – Magritte

Décembre

C’est intérieure l’origine
de ce malheur que
je satisfais;
le malheur d’une âme nerveuse
je le soutiens
je le caresse
je le nourris
je le soigne ce précieux
coffret d’inspirations
infinies.

L.

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Pioppi – Monet

 

 

 

 

 

 

 

 

(E’ interna l’origine/ di questo malessere che/ soddisfo;/ il malessere di un animo agitato/ io lo sostengo/ lo accarezzo/ lo alimento/ lo curo questo prezioso/ scrigno d’ispirazioni/ infinite.)